IL MIO BLOG SI TRASFERISCE

Dopo aver sperimentato alcuni bug purtroppo irrisolvibili nella presente versione gratuita di WordPress, ho deciso di trasferirmi armi e bagagli. Per voi followers non cambierà nulla…anzi SI, cambierà in meglio, in quanto nel nuovo sito troverete nuovi plugins come il ticker che vi dirà la quotazione aggiornata (ogni 30 secondi) delle Bitcoin e/o  la possibilità di sapere quando sono online e contattarmi direttamente su Skype, oltre a nuovi articoli e tutorials per districarsi con facilità nel mondo delle criptovalute… INSOMMA…

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PRIMA SRL CON CONFERIMENTO IN BITCOIN.

Per chi ancora non l’aveva letto…

COINLEX.

La natura giuridica del bitcoin è incerta, ma la Banca d’Italia, oltre a ritenerli strumenti di pagamento leciti, li ha definiti quale valuta virtuale digitale decentralizzata basata sul peer-to-peer e sulla crittografia su una blockchain condivisa e non regolamentata.

Il bitcoin può essere così inteso quale rappresentazione digitale di un valore non emesso da autorità (centrale o pubblica), slegata a monete aventi corso legale, che può essere usata come mezzo di scambio o trasferita, conservata o commercializzata elettronicamente.

Il bitcoin è scambiato su mercati non regolamentati, con attribuzione di un valore derivante dalla domanda ed offerta e alcuni operatori (Exchanger) sono autorizzati dalle rispettive autorità di vigilanza (Bitcoin.de in Germania, Safello in Svezia, Dagensia in Repubblica Ceca e Paymium in Francia) che hanno riconosciuto il bitcoin all’interno dei propri ordinamenti.

Partendo da questo assunto, l’art. 2464 codice civile, prevede: “1. Il valore dei conferimenti non può…

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Se il Friuli torna alla Lira, l’hacker si fa pagare in Bitcoin con il CryptoLocker- Messaggero Veneto 27/03/2015

Sarebbe una notizia che rientra nella norma e passa pressochè inosservata, quella della titolare di un noto ristorante della zona di Udine che per sua sbadataggine, si fa infettare il computer dall’ormai conosciutissimo virus CryptoLocker, (ne parlarono anche a Striscia la Notizia alcuni mesi fa).

Il virus CryptoLocker è la derivazione di un  worm noto ormai da diversi anni ( 2008) il Gpcode.AK, che agisce criptando i dati della vittima e richiedendo poi un pagamento per la decriptazione. CryptoLocker generalmente si diffonde come allegato di posta elettronica apparentemente lecito e inoffensivo che sembra provenire da istituzioni legittime, si installa nella cartella Documents and Settings (o “Users”, nei sistemi operativi Windows più recenti) con un nome casuale e aggiunge una chiave al registro che lo mette in avvio automatico. Successivamente tenta di connettersi a uno dei server di comando e controllo, una volta connesso il server genera una chiave RSA a 2048 bit, manda la chiave pubblica al computer infetto.  Il malware quindi inizia a cifrare i file del disco rigido con la chiave pubblica, e salva ogni file cifrato in una chiave di registro. Il processo cifra solo dati con alcune estensioni, tra queste: Microsoft Office, Open document e altri documenti, immagini e file di Autocad. Il software quindi informa l’utente di aver cifrato i file e richiede un pagamento anonimo per decifrare i file. Il pagamento deve essere eseguito in 72 o 100 ore, o altrimenti la chiave privata viene cancellata definitivamente e “mai nessuno potrà ripristinare i file”. Il pagamento del riscatto consente all’utente di scaricare un software di decifratura con la chiave privata dell’utente già precaricata. (fonti Wikipedia).

Nulla di eccezionale quindi, se non fosse che l’hacker ha trovato nel Bitcoin, la miglior valuta per farsi pagare anonimamente il riscatto.

E’ questo il motivo per cui i titolari del noto ristorante udinese hanno fatto visita, come riporta l’articolo del giornale locale, al “centro Bitcoin” di viale Palmanova a Udine, sede del primo “bancomat” Bitcoin istallato in Italia (il terzo istallato in Europa a quei tempi…).Se i titolari abbiano o meno usufruito dei servizi di cambio-valute di quel “centro Bitcoin” in cui si sono recati ed abbiano poi pagato il riscatto contrariamente a quanto affermato nell’intervista, non sta certo a noi svelarlo, ma non si può non rilevare che il Friuli è tornato all’utilizzo della vecchia Lira abbandonando l’Euro. Il Messaggero Veneto infatti, nel suo articolo che riproponiamo in foto qui sotto, afferma che il riscatto per decrittare i dati del pc infetto ammonti a 0,8 BTC pari a 240 mila lire!!!

Sarà forse questo il motivo per cui l’hacker a preferito farsi pagare in Bitcoins??    lol 🙂

Al di là degli scherzi e delle “sviste valutarie”, notiamo anche come in pochissime righe, l’autore dell’articolo, il giornalista Renato D’Argenio, abbia saputo dare le informazioni minime e necessarie sul Bitcoin al largo pubblico dei lettori locali ancora ignari della rivoluzione delle criptovalute e di ciò gliene va senz’altro reso merito.

MVbitcoin

Blockchain Watch: Il bugiardino del Bitcoin – Bitcoin Foundation Italia 20/03/2015

Da tempo vado dicendo e scrivendo che gli enormi ed ovvi interessi delle lobby economiche e finanziarie mondiali osservano con diffidenza uno strumento di libertà come il Bitcoin, quando peggio, accortisi di non poterci mettere le grinfie sopra, utilizzano qualsiasi mezzo, in primis i media dell’informazione tradizionale (giornali e televisione), per dare notizie completamente fuorvianti sul fenomeno dirompente delle criptovalute e fare del sano (per loro) terrorismo mediatico.
Visto i tristi primati dell’Italia in questo settore e la qualità infima dei pennivendoli (“giornalisti”) nostrani, anche la Fondazione italiana Bitcoin, unico organo apolitico e super partes di esperti e appassionati di questo settore nel BelPaese, ha voluto segnalare ed istituire un premio per le CAZZATE più grossolane pubblicate sull’argomento. E naturalmente c’era da aspettarselo,  La Repubblica ed il gruppo Espresso sono in corsa per il primo posto. Di seguito riporto il primo comunicato della Fondation ricordando a tutti e non solo ai suddetti “giornalisti”, ma anche ai lettori, di informarsi, informarsi ed informarsi, controllando ferocemente le fonti, se vogliono addentrarsi nel complesso mondo delle criptovalute. Ho aperto perciò un’apposita sezione nelle CATEGORIE del blog e controllerò e riporterò il seguito dell’istituito “Bugiardino Bitcoin”, premurandomi di segnalare altre “perle di saggezza” qualora non si volesse proseguire con questo sacrosanto strumento di controllo della malainformazione.
Buona lettura.
GAVRILO

Il bugiardino del Bitcoin – Prima dell'[ab]uso leggere le avvertenze (per giornalisti)

Ormai chi segue il mondo del Bitcoin è abituato a leggere “imprecisioni”, più o meno malevole, riguardo a questa tecnologia.
C’è già stata un’occasione in cui ci eravamo interessati a trattare un esempio di disinformazione oltre ogni aspettativa:
Gli esperti informatici di Michele Di Salvo

In generale ci si aspetterebbe, ingenuamente, che il giornalista faccia prima un lavoro di ricerca, per poi successivamente preparare il testo (o registrazione) di quanto avesse appurato.
Questo nell’interesse ultimo di fornire un informazione corretta e trasparente al lettore. L’intento dovrebbe essere quello di arricchire il lettore, e in cambio ottenerne un ritorno, che sia economico o in termini d’immagine. Nella realtà, capita sempre meno spesso che sia cosi.

I motivi possono essere molteplici, e forse in Italia per aspetti culturali e politici la cosa può aggravarsi ulteriormente.
Considerata poi la complessità iniziale nell’accedere e comprendere la tecnologia Bitcoin e delle crittovalute, la probabilità che questo capiti si eleva all’ennesima. Non sarebbe in fondo questo gran male, e potrebbe addirittura essere trascurabile, solo non fosse che nell’incentrare energie sul disinformare, si finisce anche col non informare, lasciando l’utente in balia del nulla. Quali sono le peculiarità del Bitcoin, a cosa bisogna prestare la maggiore attenzione, quali sono i rischi effettivi? Purtroppo informazioni come queste non traspaiono quasi mai dagli scritti di chi si occupa in modo superficiale del Bitcoin, e in fondo viene reso al consumatore tutto fuorché un servizio. Se non addirittura un danno.

Certe occasioni ci sembrano però fin troppo estreme per sembrare occasionali sviste, risultato di semplice ignoranza in materia. A volte, quando va bene, è solo menefreghismo. In altre occasioni è palese malafede.


Repubblica

Questa settimana ci siamo ritrovati con questo titolo su Repubblica.it: “Bitcoin chiede il fallimento controllato”
Il contenuto riportava quanto segue:
“NEWYORK – La società internazionale che ha varato i Bitcoin, la moneta virtuale, ha chiesto di accedere alla procedura di fallimento controllato, depositando i registri contabili presso il tribunale fallimentare di Manhattan. La multinazionale ha debiti per oltre 300 mila dollari che non può coprire.”

Davvero difficile da commentare, per la sua superficialità.

E’ possibile vedere l’originale, in uno screenshot effettuato da un utente del forumhttp://postimg.org/image/ogo8z6xrn

L’articolo è rimasto cosi per diverso tempo, almeno quanto basta per vederlo segnalato su tutti i vari social, e riportato anche dai vari siti clonatori a caccia di facili visite.
Qualcuno deve aver fatto notare l’errore immenso, e dunque si è pensato di cambiarlo, con questo risultato:

“NEW YORK -Una società americana che utilizza i Bitcoin, la moneta virtuale, ha chiesto di accedere alla procedura di fallimento controllato, depositando i registri contabili presso il tribunale fallimentare di Manhattan. La società ha debiti per oltre 300 mila dollari che non può coprire. E’ uno dei primi segnali di una possibile crisi più generale della moneta virtuale.”
http://www.repubblica.it/economia/2015/03/17/news/bitcoin_chiede_il_fallimento_controllato-109695193/

Quindi, una società americana, non si sa quale, dedicata al Bitcoin, è fallita. E’ un servizio reso al consumatore, questo? E’ un’informazione di qualità?

Cosa si penserebbe di un articolo che inizia cosi senza dare altre informazioni?
“Una società americana che utilizza la posta elettronica…”

La chiusura poi, “E’ uno dei primi segnali…”.

Quindi ok, l’autore deve aver intuito di averla scritta troppo grossa. (non sapendo poi di cosa stesse parlando)
Ma comunque quello che sembra essere il fine ultimo, permane, ovvero cercare di mettere in cattiva luce la situazione del Bitcoin, senza fare alcun servizio d’informazione.

Tanto per andare nel dettaglio di questa singola notizia, qui trovate informazioni più approfondite:
http://www.coindesk.com/world-bitcoin-association-files-for-bankruptcy-amid-landlord-legal-fight/

Sembra che il tutto sia legato ad una controversia con il proprietario della residenza della società, la situazione è ancora in evoluzione.
Per quanto ci riguarda, è poi la prima volta che sentiamo parlare di questa società, e siamo abbastanza immersi nell’ambiente.


Wallstreet Italia

http://www.wallstreetitalia.com/article/1807128/restrizioni-pagamenti-cash-in-italia-e-francia-sanciranno-la-fine-del-bitcoin.aspx

Qui non abbiamo dubbi, si tratta di totale ignoranza e malafede.
Chi ha scritto questo articolo (un certo DaC) non ne ha un idea di politiche economiche o di Bitcoin (o probabilmente, è a digiuno di entrambi).

Titolo:
“Restrizioni pagamenti cash sanciranno la fine del Bitcoin”
Dopo ben 48 volte (ora che scriviamo), il Bitcoin è giunto alla sua fine (ancora!)

Basta prendere le seguenti frasi per capire quanto di vuoto ci sia, in realtà, nell’articolo pubblicato:
“Il passo successivo sarà quello di rendere obbligatori i pagamenti con carte di credito e monete digitali, come il Bitcoin.”

Dunque renderanno obbligatorio l’uso del Bitcoin? Per noi amanti della libertà di scelta, obbligare l’uso del Bitcoin non sarebbe comunque qualcosa di auspicabile, ma a decretarne l’obbligo, insomma, se ne può annunciare davvero tutto fuorché la morte. Ma proseguiamo… “L’unico motivo per cui il Bitcoin è ancora sopravvissuto in un tale contesto avverso è che la Federal Reserve americana vuole studiare l’andamento e i risultati ottenuti dalle monete virtuali.”
Qui diventa difficile, questa frase si basa sul precedente assunto errato, quindi già non può stare in piedi, ma anche fosse, sta dicendo che sostanzialmente la sopravvivenza del Bitcoin sia legala ad una grazia da parte della FED.

E come dovrebbe agire, la FED, in tal senso? Mettere in carcere il famoso Bitcoin CEO?

Seriamente, andiamo avanti per trovare l’apice, a dimostrazione di non averne proprio un’idea:
“Quando la banca centrale dell’economia maggiore al mondo deciderà di dare il la alla nuova era dei pagamenti elettronici obbligatori per tutti, il Bitcoin non varrà più nulla. “

Nel caso succedesse questa “catastrofica” situazione, l’unica via per avere delle transazioni dove si può avere una maggiore privacy, l’unica via per poter essere sicuri di non avere un conto bloccabile o limitabile da terze parti, l’unica via per poter far transitare grandi quantità di valori da un capo all’altro del mondo, senza pagare praticamente nulla (evitando i vari intermediari), …sembrerebbe invece proprio essere la via del Bitcoin.
Limitare o addirittura eliminare contante e obbligare tutti all’uso di mezzi di trasmissione digitali, tracciabili e controllabili, sarebbe ciò che farebbe, con ogni probabilità, letteralmente esplodere il valore del Bitcoin.

Incompetenza certificata.


Ultimo di questa strigliata, comunque non ai livelli precedenti:
“Basti citare che nel 2013 la Repubblica di Cipro ha scelto il bitcoin come “valuta rifugio”, mentre a partire da qualche anno fornitori di prodotti e servizi del calibro di Amazon o Miscrosoft accettano ufficialmente pagamenti in bitcoin.”
https://www.securitysummit.it/milano-2015/atelier-tecnologici/talk-160/

Siamo spiacenti, ma la Repubblica di Cipro non ha mai scelto il Bitcoin come “valuta rifugio”, Amazon non ha mai accettato Bitcoin come mezzo di pagamento fino ad ora, e pur non conoscendo questa “Miscrosoft”, e dunque può essere che sia vero, ci risulta che un’altra azienda con il nome simile, tale Microsoft, si, accetti Bitcoin quale metodo di pagamento.

Non è detto che siano stati Giovanni Schmid e Pasquale Forte a preparare questa presentazione, ma nel caso, questo maldestro tentativo di attirare l’attenzione spingendo sull’ “appello all’autorità” non fa presagire niente di buono sulla preparazione ed esposizione di questo incontro.

AWARD annuale della NOTIZIA spazzatura – 2015 – [montepremi in attesa di ritiro]
La comunità Bitcoin italiana dall’anno scorso ha lanciato un’iniziativa.
Trovare e votare la peggiori notizie e premiare gli autori, potete trovare la discussione sul forum ufficiale:
https://bitcointalk.org/index.php?topic=500555.0;all

IL SITO DI INCONTRI BADOO ESTENDE I PAGAMENTI IN BITCOIN A OLTRE 20 PAESI – COIN DESK – 11 MARZO 2015

La rivoluzione Bitcoin è la prossima Internet – dice la Bank of England – The Telegraph 26/02/2015

La rivoluzione Bitcoin potrebbe essere la prossima Internet, dice la Banca d’ Inghilterra

La Banca d’Inghilterra ha svelato un analisi sulle criptovalute come il Bitcoin suggerendo che il denaro elettronico potrebbe causare un drastico cambiamento nell’industria dei pagamenti.Some of Bitcoin enthusiast Mike Caldwell's coins and paper vouchers often called

La Bank of England pensa di poter creare la propria moneta digitale Photo: Reuters

Andreas Antonopoulos: il Bitcoin toccherà nuovi massimi entro i prossimi due anni – 08 febbraio 2015 –

Andreas Antonopoulos: Bitcoin Needs Two Years

newsbtc

Andreas Antonopoulos  crede che il Bitcoin toccherà nuovi massimi entro i prossimi due anni.

Mentre parlava pubblicamente riguardo alla discesa nelle quotazioni del valore del Bitcoin, il celebre  attivista Bitcoin ha sottolineato che nel corso dello stesso anno ribassista per il prezzo del bitcoin, questo settore ha ricevuto  $ 500 milioni di investimenti .  Egli ha puntato in particolar modo su due tecnologie riguardanti i bitcoin wallets – multisig e  hierarchal deterministic (HD) wallets — che hanno suscitato interesse nel mondo reale e portato immensi profitti a chi le ha lanciate.

‘Dateci due anni’, ha dichiarato Antonopoulos, predicendo gli stessi risultati per le attuali immature tecnologie Bitcoin. ‘Ora, che cosa succede quando 500 aziende e 10.000 sviluppatori si dedicano allo stesso problema? Dategli due anni e vedrete alcune cose piuttosto sorprendenti per quanto riguarda i bitcoin. ‘Ha continuato a parlare di un futuro vicino/lontano con sistemi decentrati aperti, i cui ingredienti sono innovativi e libero da qualsiasi tipo di monopolio.  ‘Metti tutto ciò contro un sistema chiuso’, ha aggiunto, ‘controllato da un fornitore centrale, il cui consenso è necessario al fine di innovare,  e che innova solo escludendo ed in  concorrenza con tutte le altre società – e noi lo schiacceremo’. ‘Da quello che abbiamo potuto raccogliere, l’uomo ha semplicemente cercato di mostrare agli appassionati di Bitcoin una strada argentata che, ad un certo punto, finirà con il consolidamento in massimo due anni.

I Miglioramenti Tecnologici Spingeranno Nuovamente In Alto Il Bitcoin?

bitcoin chart

In tempi in cui la gente sta ancora dibattendo sul vero valore del Bitcoin esiste ancora uno spazio in cui la tecnologia può giocare un ruolo di promozione verso un nuovo trend rialzista. La criptovaluta è indubbiamente sfuggita dal suo sovravalutato territorio, ma allo stesso modo è rimasta anche vittima  di pratiche di trading corrotte. Non importa quanto si cerchi di evitarlo, il Bitcoin è ancora conosciuto principalmente per il suo valore mentre gli altri vantaggi semplicemente sono considerati secondari. Ma come le cose cominceranno a muoversi, sarà necessario per il Bitcoin crescere come insieme – valuta, network, tecnologia ecc. Forse allora ci si potrà aspettare una correlazione tra il successo del Bitcoin come tecnologia e la crescita come quotazione – fino ad allora noi possiamo solo provarci ed aspettare.

Il prezzo del Bitcoin cade sotto i 300 dollari – Cryptonews 04/01/15

Price downCosì, è successo. Dopo essersi mosso per qualche tempo attorno ai $300, il prezzo del Bitcoin è precipitato sotto i $300. Questo nuovo crollo del Bitcoin all’inizio del 2015 è una continuazione del trend ribassista dell’ultimo anno – il 2014, in cui il Bitcoin ha avuto la peggiore performance tra tutte le valute esistenti al mondo ,  per quanto riguarda  i grafici. Invece, se aprite la mente ad una finestra di 14 mesi anzichè ad una di 12 , il Prezzo del Bitcoin ha performato molto meglio. Cercate di tenere ciò bene a mente.

Lo stato di fine anno del Prezzo del Bitcoin è stata una pessima notizia per gli speculatori, soprattutto per quelli che hanno acquistato i loro bitcoins un anno fa quando il prezzo era sopra i $1000, sperando di vendere e trarre immediatamente profitto ed invece hanno visto il prezzo stabilmente scendere.

Aspettando che sia pubblicata presto  una nuova e più particolareggiata analisi, vorrei sottolineare ancora una volta che il prezzo del Bitcoin non è importante.

Nel 2014, Bitcoin è stato  veramente un pessimo investimento per gli speculatori, ma un investimento molto buono per i  venture capitalists.  Loro hanno investito nelle cryptocurrency startups perchè hanno visto che il volume delle transazioni in Bitcoin e la sua adozione da parte di consumatori e rivenditori stava salendo.

Come CCN ha osservato in settembre ,  l’uso fa scendere il prezzo. Se tutti vogliono comprare e nessuno vuole vendere, il prezzo va alle stelle. Se più gente vuole vendere, il prezzo scende. Questo principio base dell’economia si applica a qualsiasi cosa, incluso il Bitcoin.

Oggi noi abbiamo una massa critica di persone che usano i loro bitcoin per comprare beni e servizi. Noi paghiamo i rivenditori in Bitcoin, e alle volte essi usano i bitcoins per pagare i loro fornitori, ma ad un certo punto della catena qualcuno converte i bitcoins in valuta corrente, e quello tirerà giù il valore del Bitcoin.

Allo stesso tempo,  il Bitcoin è ben avviato sulla strada per rivoluzionare il mondo della finanza con disruptive killer apps. I Venture capitalists lo hanno capito, ed alcuni dei loro investimenti avranno dei bellissimi ritorni.

BITCOIN PER I PRINCIPIANTI -31/12/2014

31/12/2014

Mi sono accorto che mancava una guida scritta, completa e piuttosto semplice da capire per quanto riguarda il fenomeno Bitcoin, così ho finalmente trovato qualcosa di aggiornato che possa essere utile a tutti i principianti e l’ho tradotta e adattata liberamente per voi. Ringrazio Annalaura Ianniro della rubrica “Discover Bitcoin” dell’unversità Luiss Guido Carli per il testo originale in inglese.

Va da sè dire che un sito che tratta di Bitcoin debba descrivere cosa il Bitcoin sia.  Dopo tutto è anche uno dei nostri obbiettivi quello di aiutare la gente che non ha idea di cosa il Bitcoin sia, a capire il fenomeno, cominciando dalle basi. Anche per chi legge ed ha una buona conoscenza dell’oggetto potrà godere di una breve rinfrescata ai concetti basilari di questa tecnologia. Il punto è che il Bitcoin è un fenomeno estremamente complesso, a cominciare proprio dai meccanismi che lo regolano. Dietro ad essi, c’è infatti un algoritmo straordinario, e spiegarlo in maniera dettagliata richiederebbe un alto livello di conoscenza e competenza matematica, crittografica ed informatica che non tutti possiedono. Io stesso sono un imprenditore con un background inadeguato per guidarvi attraverso le insidie strettamente tecniche dell’argomento. Fortunatamente ciò non significa che non si possa comprendere il protocollo Bitcoin lo stesso. Al contrario, mantenendo le cose abbastanza in maniera semplice ed intuitiva, riusciremo ad avere una comprensione, necessaria per poter formare pareri nostri e, soprattutto, una consapevole e autonoma idea sull’argomento. Prima di procedere ulteriormente con la spiegazione, vorrei chiarire alcune notazioni: quando scrivo Bitcoin, con la lettera ‘b’ maiuscola si intende il progetto, il protocollo, l’intero fenomeno; quando scrivo bitcoin con una piccola ‘b’, mi riferisco alle monete che spendiamo in particolare.

Prima di tutto, il Bitcoin è una valuta virtuale che non ha una corrispondenza fisica se non in edizione limitata per collezionisti: ogni moneta è in realtà una stringa alfanumerica generata all’interno di un computer. Più specificatamente , come avrete sentito, il Bitcoin è una criptovaluta (cryptocurrency) . Ciò significa che tutto il suo meccanismo si basa sulla crittografia per poter funzionare in maniera appropriata. Il protocollo Bitcoin fu creato da Satoshi Nakamoto. Nessuno sa chi realmente sia costui, nei mesi scorsi alcuni giornalisti sostennero di averlo trovato a Temple City in California: un certo Dorian Satoshi Nakamoto, fisico matematico di 64 anni, ma poi la sua estraneità alle vicende della criptovaluta fu acclarata e l’opinione più accreditata rimane che quel nome sia solo uno pseudonimo per nascondere la vera identità del padre del Bitcoin, o più probabilmente i padri, vista la grandissima complessità dell’algoritmo Bitcoin. Dopo aver pubblicato un documento introduttorio su Bitcoin nel 2008 – Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System (Bitcoin: un sistema di denaro elettronico condiviso) – e lanciato il protocollo in Rete all’inizio 2009, Nakamoto letteralmente svanì nell’aria. La sua figura misteriosa e la sua possibile identità è ancora oggetto di fervide discussioni.

Il documento di Nakamoto è perciò un eccellente punto di partenza per definire il Bitcoin. Nel documento l’autore lo presenta come ” Una versione pura di denaro elettronico peer to peer che permetterebbe di eseguire pagamenti online direttamente da una parte ad un’altra senza utilizzare istituzioni finanziarie”. Nelle intenzioni di Nakamoto, Bitcoin “rappresenta un’ alternativa  di sistema elettronico di pagamento basato sulla crittografia anzichè sulla fiducia, che permette due parti che lo vogliano, di transare direttamente tra loro senza il bisogno di una terza parte fiduciaria, che faccia cioè da garante. Nakamoto, pubblicò inoltre il suo protocollo sulla Cryptography Mailing List, sul sito metzdowd.com,  mostrando così una connessione con l’ideologia Cypherpunk[1] . Essendo una rete  peer-to-peer , il sistema Bitcoin è decentralizzato, senza una Banca Centrale o un’ Autorità che lo controllino. Infatti nella rete peer to peer , tutti i nodi hanno una gerarchia equivalente, lavorando sia come server che come client tra di loro. Ogni volta che un programma Bitcoin è istallato su un computer, si aggiunge un nuovo nodo al sistema e in solo 5 anni la rete Bitcoin si è rapidamente estesa diventando un fenomeno rivoluzionario.  Una delle sue caratteristiche principali è l’anonimato delle transazioni. Come spiegarò meglio più tardi, l’utilizzo delle bitcoin permette alle parti coinvolte nella transazione di rimanere anonime, rendendo estremamente difficile la tracciabilità. E questo aspetto, insieme a molti altri, è fonte eccezionale di libertà e di molte preoccupazioni per le autorità costituite che tutto vorrebbero tenere sotto controllo. Con i concetti generali esplicati, possiamo concentrarci  su come funziona questo sistema con ulteriori dettagli.

Come ho appena spiegato, per poter diventare un nodo della rete Bitcoin, un ipotetico utente deve istallare il software Bitcoin sul proprio computer[2]. Essenzialmente si tratta di un bitcoin wallet (portafogli), che assegna un identità all’interno del sistema Bitcoin e due chiavi digitali, una pubblica ed una privata, necessarie per poter compiere le transazioni. l’identità digitale non è in alcun modo collegata con la reale identità dell’utente. E’ uno pseudonimo numerico, che nasconde la vera identità dietro ad esso. Le due chiavi, sempre alfanumeriche, possono essere viste come password e vengono utilizzate per firmare digitalmente ogni transazione bitcoin: ciò collega un documento o un messaggio al posto dell’identità di chi lo firma. Invece di utilizzare una penna, il processo di firma digitale si poggia sulla matematica e sulla crittografia.

Ci sono tre modi per procurarsi le bitcoin:

  1. Comprare bitcoi con moneta corrente (fiat) da un bitcoin exchange;
  2. Accettare bitcoin come pagamento di un bene o un servizio;
  3. Mining – minare (poi spiegherò cosa sia)

Focalizziamoci sulle transazioni, ora. Supponiamo che l’utente A voglia inviare 10bitcoins all’utente B. Apre il suo bitcoin wallet, e digita la sua transazione includendo tutte le informazioni rilevanti: la sua identità (sulla rete Bitcoin non quella reale), il numero dei bitcoin coinvolti nella transazione[3], l’eventuale commissione (irrisoria), e l’identità bitcoin del ricevente (stringa/chiave alfanumerica pubblica).  Prima di inviare la transazione alla rete, l’utente la firma con la sua chiave privata, ottenendo così un stringa alfanumerica a lunghezza fissa, che ora risulterà criptata. Quando questa transazione raggiunge la sua destinazione , l’utente B usa la chiave pubblica di A per verificare che la transazione provenga proprio da A e, in questo caso, la accetta . La transazione è pubblica, ciò significa che ogni nodo all’interno della rete P2P Bitcoin può vederla. Questa pubblica evidenza è esattamente ciò che permette al sistema di prevenire il problema molto comune dei pagamenti online che è la doppia spesa. la doppia spesa si verifica quando l’utente che sta inviando il pagamento in bitcoin usa gli stessi esatti bitcoin in un’altra transazione, un po’ come dire che duplica e falsifica il denaro digitale per spenderlo più volte. In un sistema con un così alto grado di anonimità, come è il bitcoin, sarebbe estremamente facile farlo impunemente. Questo al contrario non avviene.  La ragione risiede nella prova del ” protocollo di lavoro” , che regola l’intero sistema. La prova del protocollo di  lavoro è un meccanismo, che permette di dimostrare la quantità di sforzo che un certo utente ha messo in un compito specifico. Di solito consiste in un complesso puzzle matematico che l’utente deve risolvere, consumando una considerevole quantità di tempo e di energia computazionale. Il sistema Bitcoin lavora in questo modo. Tra i vari nodi della rete Bitcoin, alcuni vengono chiamati miners, minatori. Questi nodi hanno l’importante compito di raccogliere tutte le transazioni avvenute in un certo intervallo di tempo e, risolvendo la prova di lavoro , le validano. Così, per tornare all’esempio di prima se A manda 10 bitcoins a B, come può B fidarsi che quei bitcoin non siano già stati spesi? Ecoo come i minatori entrano in gioco. Chiunque può vedere qualsiasi transazione su un pubblico registro (blockchain). Come A produce la sua transazione, anche i miners possono vederla, assieme a tutte le altre transazioni prodotte nello stesso intervallo di tempo. Così ogni miner cerca di raccogliere queste transazioni in un blocco ed attaccarle a quella che viene chiamata catena dei blocchi delle transazioni. Questa catena è fatta da tutte le transazioni avvenute, dall’inizio del protocollo Bitcoin. Se un blocco si aggiunge alla catena, le transazioni all’interno sono approvate ed acquisite dall’intero network Bitcoin,  e nel caso di una biforcazione, viene considerato solo la catena con il maggior numero di sforzo/lavoro prodotto. In termini più concreti, se il pagamento ricevuto da B è agganciato alla catena pubblica , B ha la garanzia che i bitcoins ricevuti sono autentici ed ancora non spesi . I miners possono quindi attaccare un nuovo blocco risolvendo la prova di lavoro successiva. Il primo che ce la fa a risolvere è ricompensato da tutte le commissioni che appartengono a quel blocco specifico e con le nuove monete coniate in quel momento. Essenzialmente il bitcoin mining è ciò che controlla la produzione di bitcoin. Il protocollo decide la difficoltà del compito che così, di media ci mette circa 10 minuti per aggiungere un nuovo blocco alla catena. Questa difficoltà è costantemente calibrata[4]con le dimensioni della rete e la sua forza computazionale . Dopo appena 5 anni, oggi la complessità della prova di lavoro è tale che si può fare mining solo con hardware specifici molto potenti. Dal 2013, si parla appunto di ASIC mining hardware. Un  application-specific integrated circuit (ASIC) è un microchip disegnato per uno specifico proposito.  Al giorno d’oggi , dato il potere di consumo di queste tecnologie e comparato con altre tecnologie di mining, l’ASIC hardware è il modo più veloce ed efficiente per minare. L’ammontare dei bitcoin emessi è fisso e si dimezza ogni 4 anni. E’ cominciato con 50 bitcoins ogni nuovo blocco ed ora i minatori ne ottengono solo 25 . Questo tasso fisso decrescente di produzione, insieme alla calibrazione della complessità della prova di lavoro porta alla conclusione che nell’anno 2140 il numero di bitcoin in circolazione raggiongerà la cifra di 21 milioni. Dopo di che non saranno coniati altri bitcoin e i miners verranno pagati solo con le commissioni di transazione ci si aspetta che la rete Bitcoin abbia raggiunto una dimensione considerevole e che le commissioni non siano più opzionali come ora, ma che il loro volume sarà tale da soddisfare adeguatamente i minatori senza dover alzare il costo). The implications of this fixed supply, as well as the incentive compatibility of the mining system, won’t be discussed in this specific article, but they will be the object of future ones: they deserve a much more detailed analysis.

Il meccanismo descritto qui sopra è il cuore della decentralizzazione del sistema bitcoin e probabilmente la sua caratteristica più interessante ed innovativa. Il prezzo del Bitcoin [5] ( cioè il suo tasso di cambio contro le valute correnti) ha mostrato altissimi tassi di crescita, attraendo inizialmente molti investitori ed entusiasti. Ovviamente scetticismo e preoccupazioni non possono essere evitate. Ciò che alcuni sottolineano è che il Bitcoin non è stato creato per sostituire la moneta reale. Anche se fosse questo il caso , in questo momento è troppo presto per parlarne e troppo lontani dal rispondere a quesiti ancora sconosciuti. la tassazione è uno di questi, solo per fare un esempio. Come si dovrebbe tassare il bitcoin? Le Autorità hanno dimostrato durante questo 2014 di non aver ancora la più pallida idea e molto probabilmente sarà impossibile convincere chi lo usa a pagare una tassa a meno che non lo voglia. Tutto ciò comunque non significa gettarsi nel panico, anzi. Il Bitcoin e le altre cryptocurrencies hanno un elevatissimo potenziale di cambiamento dell’economia e della finanza mondiale, una autentica rivoluzione che va oltre il Bitcoin stesso. Il Bitcoin oggi è solo la dimostrazione più eclatante di qualcosa di ben più rivoluzionario che si sta affacciando e che è collegato al suo protocollo, la Blockchain. Applicato al denaro, il concetto di blockchain rende ognuno libero di poter gestire il proprio patrionio e la propria ricchezza senza che essa sia controllata da soggetti terzi come banche o governi. Pensate quando questa tecnologia potrà essere applicata ad altre forme di contratto o addirittura all’identità personale che non abbisogni più di Stati nazionali che la certifichino, ma che sia validata dalla rete e valida per tutto il pianeta (niente più passaporti o carte di identità). Un mondo nuovo che avanza, molto più libero di quello in cui stiamo vivendo…


[1] Il movimento cypherpunk è nato alla fine degli anni 80s. I suoi membri sono attivisti che sostengono fortemente l’uso della crittografia specialmente su Internet come mezzo di cambiamento sociale e politico.

[2] Adesso ci sono anche applicazioni per smartphone cha fanno questa cosa. Non è più necessario un computer , in generale qualsiasi dispositivo elettronico dovrebbe poterlo fare.

[3]  Va fatta un ulteriore chiarezza a questo punto In una transazione è coinvolta l’intera cifra di bitcoin posseduti dall’utente.  Ciò significa ad esempio che se l’utente A possiede un totale di 30 bitcoins nel suo wallet, nella transazione esemplificata dovrà specificare:

  • 10 bitcoins a B
  • 19 bitcoins ad A (se stesso)
  • 1 bitcoin commissione sulla transazione (opzionale)

[4] La calibrazione avviene ogni 2016. Il protocollo controlla  quanto tempo ci voglia per minare questi nuovi 2016 blocchi, se essa sia di più o meno 2 settimane (con una media di 10 minuti a blocco) . Se ci mette molto di più di 2 settimane la difficoltà viene ridotta, viceversa , se ci mette molto meno tempo, essa viene aumentata.

[5] Ciò può essere applicato anche per le altre crittovalute come dogecoins o litecoins.

"No dùtis lis quâis van par chêl agâr"

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